Zubin Metha su "Klezmerata Fiorentina"

E' un vero e proprio viaggio nell'universo musicale della grande tradizione ebraica quello proposto da questo splendido CD che riunisce canti, intonazioni, danze e musiche di varia destinazione provenienti da quel vasto patrimonio che è la diaspora ebraica, un patrimonio che rivive grazie all'appassionata comunicativa, alla straordinaria capacità d'improvvisazione ed all'estro interpretativo della Klezmerata Fiorentina

Perché gli ebrei lo fanno meglio

Perché gli ebrei lo fanno meglio

Recensione a Le mie migliori barzellette ebraiche 
di Bruno Gambarotta - La Stampa

Chi è l’ebreo? È colui che non solo conosce già la storiella che stai raccontando, ma sa raccontarla meglio in un’altra versione. Daniel Vogelmann, direttore editoriale e gran patron della fiorentina Giuntina, un piccolo gioiello che dal 1980 pubblica testi altrimenti introvabili di cultura ebraica, ci fa un regalo inaspettato con Le mie migliori barzellette ebraiche, un piccolo libro di 65 pagine con le illustrazioni di Bjørn Okholm Skaarup, da tenere sul tavolino da notte e leggere un poco alla volta per addormentarci con una risata. (...)


Kenaz il mosaicista

Recensione a Ripristinando antichi amori di Yehoshua Kenaz
di Giusi Meister -
La biblioteca d'Israele


"Un uccello fece il nido sulla riva del mare. Salì l'alta marea e il nido si allagò. Cosa fece, allora? Prese dal mare una goccia con il becco e la versò sulla riva, poi la coprì con una presa di terra. Una e poi un'altra, e via di seguito. Arrivò un suo amico che, accortosi che era tanto affaticato, gli domandò:Perché tutto questo lavoro? L'uccello rispose: Non mi muoverò di qui finché non avrò reso il mare terra e la terra mare (...)

Kenaz il mosaicista

Religione e sangue

Religione e sangue

Assimilazione e antisemitismo: i modelli iberico e tedesco
di Anna Foa - L'osservatore Romano  

Molti erano, nella Spagna della prima metà del Quattrocento, gli ebrei che avevano preso il battesimo, alcuni più o meno forzatamente nelle violenze che avevano devastato le comunità nel 1391 (...)

Dar nome alle colombe

Recensione a L'allevatore di colombe di Mario Goloboff
di Giulio Busi - Il Sole24ore
  

Due uomini sorbiscono il mate sul marciapiede, «qualcuno domanda se il tempo cambierà… l’altro pensa che la prossima estate non sarà uno scherzo… il mate passa di mano in mano». L’attacco è lento, un poco indolente come la vita ad Algarrobos, borgo pampeano che fa da sfondo al labirinto di emozioni del ragazzo. E non è che la bevanda sia elemento di poco conto, perché nel condividerla gli uomini si ristorano alla «tacita solidarietà che fluttua nell’aria»(...)
Dar nome alle colombe

Quando l'uomo ride

Recensione a Le mie migliori barzellette ebraiche 
di Mara Marantonio - angolodimara.com

"Tre pazzi alla visita medica. Il primo: ‘Passo prima io perché sono Einstein, il fondatore della teoria della relatività’. Il secondo: ‘Eh no, passo prima io perché sono Mosè, il profeta a cui Dio ha dato le Tavole della Legge’. E il terzo: ‘Che cosa ti ho dato io?!‘ "(...) 

1943 il ghetto rialzò la testa

1943 il ghetto rialzò la testa

Recensione a Arrivare prima del Signore Iddio
di Massimiliano Catellani - L'Avvenire


Un piccolo vecchio ebreo ingobbito dall’aspetto miserabile messo aforza sopra una botte da due SS, alti e belli, che prima loscherniscono e poi cominciano a tagliargli lentamente la barba,«cioccca, dopo ciocca»...

Trent'anni da sfogliare...

di Gabriele Ametrano - Corriere Fiorentino

"Sara, la gente dice che un tedesco mi ha fatto perdere la testa. Ma figurati se un tedesco può aver fatto pedere la testa a me, Ester Kohen! E poi come si chiamerebbe questo tedesco?". "Alzheimer, nonna". Una barzelletta è un buon modo per festeggiare.

Piccola casa grandi ricordi

Recensione a Perché non sei venuta prima della guerra?
di Ilaria Giannini - Mangialibri.com


Elizabeth vive con sua madre Helena a Tel Aviv, in una piccola casa piena di ricordi nascosti e un giardino infestato dalle erbacce, in cui seppellire le porcellane tedesche.

L'ultimo cantore Yiddish


Recensione a Acquario verde 
di Giulio Busi - Il Sole24ore

Il tramonto stria di tinte tenui il cielo dolente. È ormai quasi notte sul Mar Rosso, «Quando vengono / al palazzo d’acqua – innocenti e rosati / i nobili cervi a calmare la sete». Chissà da dove arrivano in cerca di frescura, «con visi lunghi a forma di violino». S’abbeverano, e al poeta basta osservarli per abbandonarsi a una quiete che sconfina nella smemoratezza.

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