La vamp regina dei disperati di New York

La vamp regina dei disperati di New York

Susanna Nirenstein recensisce su Repubblica
SANTA MAZIE di Jami Attenberg


Certo questa Mazie Phillips-Gordon, la cosiddetta Regina della Bowery o anche Santa Mazie, come il titolo del romanzo scritto adesso dal genietto Jami Attenberg, doveva essere davvero una tipa speciale. E non solo perché aiutò per tutta la vita i barboni e gli ubriaconi della Bowery, cuore pulsante e degradato di New York fino alla tolleranza zero del sindaco Rudolph Giuliani. Ma perché, oltre a trovare a quei vagabondi da dormire, distribuirgli saponi o un po' di dollari per un pasto, chiamare l'ambulanza se stavano male...


OH DIO MIO!

Nunzio Pizzuto scrive di OH DIO MIO!

Il libro di Anat Gov, insieme un'opera teatrale, un racconto, un'introduzione teologica, fa venire in mente due riferimenti: il primo relativo al film Train de vie, al monologo che il protagonista Shlomo pronuncia sul tema della presenza di Dio in rapporto con l'umano; il secondo al libretto di Aleksander Wat, Lucifero disoccupato. Nel primo il protagonista del film di Radu Mihaileanu, Shlomo appunto, arriva alla conclusione che l'uomo attraverso il testo sacro dà voce a Dio "solo per inventare se stesso", perché il problema non è chiedersi dell'esistenza di Dio ma "se l'uomo esiste".

OH DIO MIO!

Il bambino rapito da Pio IX

Il bambino rapito da Pio IX

Corrado Augias scrive del libri di Gemma Volli
IL CASO MORTARA su Il Venerdì - Repubblica

Basta l'attacco per dare la dimensione del sopruso: "II fatto che mi accingo a raccontare avvenne a Bologna circa cento anni fa: esattamente mercoledì 23 giugno 1858, alle 10 di sera". Quella terribile sera «sgherri pontifici» entrarono nella casa della famiglia Mortara per prelevare, cioè rapire con un pretesto canonico, il piccolo Edgardo di neanche sette anni. Era accaduto che quando il bambino era stato così ammalato da sembrare in pericolo di vita, la domestica cristiana della famiglia ebraica, lo aveva di nascosto battezzato: in seguito aveva denunciato il fatto alle autorità ecclesiastiche. A quel punto, secondo le leggi dello Stato pont'Ificio, il bambino non poteva più convivere con degli «infedeli» e doveva essere tradotto nella casa dei catecumeni. Così avvenne.


Talmud: istruzioni per l'uso/4 (Tra una trasgressione e una catastrofe)

Intervento di Stefano Levi Della Torre al Festivaletterature di Mantova

Il Talmud nasce da una catastrofe e da una trasgressione. Da una catastrofe, cioè dalla doppia sconfitta subita ad opera dell’impero romano: nel 70 dC, sotto Tito , con la caduta di Gerusalemme e con essa del regno giudaico; con la distruzione del Secondo Tempio, e con esso della funzione sacerdotale; nel 135 dC, sotto Adriano, con la sconfitta della rivolta di Bar Kochba. Ora appunto, Mishnà e Talmud cercano di ricostruire normative, tradizioni e senso che suppliscano a quelle perdite radicali. Riferiscono delle discussioni dei maestri e delle loro decisioni in proposito. Ma il Talmud nasce anche da una trasgressione. Era sancita la distinzione tra la Torà scritta (la Bibbia) e la Torà orale (l’insegnamento trasmesso da maestro ad allievo), ed era stato fatto divieto a che questa venisse fissata in scrittura, per mantenerne la vitale variabilità di generazione in  generazione. Il Talmud trasgredisce questo divieto: esso consiste infatti nella messa per iscritto della tradizione orale. Ma nella sconfitta e nella dispersione, questa trasgressione era necessaria, perché necessario era un riferimento non volatile, e perciò scritto, atto a ricostruire come popolo gli ebrei dispersi ed esposti all’influenza di altre culture.

Talmud: istruzioni per l'uso/4     (Tra una trasgressione e una catastrofe)
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    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO...

    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO...

    Finalmente è arrivata la terza edizione del Talmud! 
    E per festeggiare proviamo a darvi qualche consiglio per l'uso e due brevi letture... anche perché molti ce lo hanno chiesto.
    La prima cosa da dire è che il Talmud non è un testo da leggere, bensì da studiare. Solo il secondo approccio darà vera soddisfazione. Naturalmente, come per tutte le cose difficili, l'inizio è ostico, ma una volta superate le prime barriere, il piacere di aver compreso le logiche talmudiche ed essere entrati nel mondo dei Maestri, regalerà un vero piacere.

     


    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO/2

    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO/2

    Ecco un altro esempio di come una discussione particolare possa dare luogo a un principio generale. E una testimonianza di come nel Talmud vengano sempre trasmesse le opinioni della minoranza nonostante possano non diventare legge. Come abbiamo visto, nella parte iniziale del trattato Rosh haShanà si discute della regola di "Non tardare" nel compiere un sacrificio recandosi a Gerusalemme. La risposta accettata dai Maestri è che dal momento del voto di fare un sacrificio si ha tempo tre feste di pellegrinaggio per compierlo.


    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO/3

    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO/3

    Una piccola lettura dal Trattato Rosh HaShanà - 25a
    "Accadde una volta che si presentarono due testimoni e dissero: di mattina abbiamo visto la luna calante a oriente e poi la sera dello stesso giorno abbiamo visto la nuova luna a occidente".
    Si tratta di testimoni che hanno avvistato la luna e come da prassi vanno a comunicare l'avvistamento al tribunale in modo che questo possa proclamare l'inizio del nuovo mese. Tuttavia, in questo caso i testimoni affermano una cosa palesemente falsa! Infatti, prosegue il Talmud: (...)


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