Meglio di 1000 discorsi...

Meglio di 1000 discorsi...

Fiamma Nirenstein scrive sul Giornale
di Il sacrificio del fuoco di Albrecht Goes
 

"Il sacrificio del fuoco" è quello definitivo, oltre il quale non resta che cenere, grigio, nero, niente. E' anche una santissima aspirazione che percorre tutta le Scritture: ovvero, è la speranza che con l'espiazione le immani brutture, l'inconfessabile crudeltà, i più inverosimili peccati dell'uomo possano essere mondati col sacrificio. E ancora: è la speranza che possa pur venire un giorno in cui sante lingue del fuoco non brucino il sacro cespuglio che testimonia le parole di Dio a Mosè, e suggella la legge. Ovvero in cui l'espiazione si sia già compiuta e resti solo la legge. Scritto da un pastore protestante, Albrecht Goes, che durante la Seconda guerra mondiale fu persino cappellano militare e poi decise di ritirarsi nel puro mestiere della scrittura, il libro edito dalla Giuntina e venduto a dieci euro non potrebbe celebrare meglio, nel titolo e nel significato, il Giorno della Memoria.


Una voce di bambina

Esce un grido dalle pagine del diario di Eva Heyman- Io voglio vivere. Sono parole che ripete più di una volta, più di un giorno quando la paura del futuro è una cosa concreta. Una voce di bambina che attraversa più di settanta anni, quanti ne sono passati dal 30 maggio 1944, data dell’ultima pagina del suo diario. La data ci dice già tutto. Eva Heyman, ebrea ungherese, fu deportata nel campo di concentramento di Auschwitz dove morì il 17 di ottobre dello stesso anno. Aveva tredici anni.

   
Una voce di bambina

OH DIO MIO!

OH DIO MIO!

Nunzio Pizzuto scrive di OH DIO MIO!

Il libro di Anat Gov, insieme un'opera teatrale, un racconto, un'introduzione teologica, fa venire in mente due riferimenti: il primo relativo al film Train de vie, al monologo che il protagonista Shlomo pronuncia sul tema della presenza di Dio in rapporto con l'umano; il secondo al libretto di Aleksander Wat, Lucifero disoccupato. Nel primo il protagonista del film di Radu Mihaileanu, Shlomo appunto, arriva alla conclusione che l'uomo attraverso il testo sacro dà voce a Dio "solo per inventare se stesso", perché il problema non è chiedersi dell'esistenza di Dio ma "se l'uomo esiste".


Il bambino rapito da Pio IX

Il bambino rapito da Pio IX

Corrado Augias scrive del libri di Gemma Volli
IL CASO MORTARA su Il Venerdì - Repubblica

Basta l'attacco per dare la dimensione del sopruso: "II fatto che mi accingo a raccontare avvenne a Bologna circa cento anni fa: esattamente mercoledì 23 giugno 1858, alle 10 di sera". Quella terribile sera «sgherri pontifici» entrarono nella casa della famiglia Mortara per prelevare, cioè rapire con un pretesto canonico, il piccolo Edgardo di neanche sette anni. Era accaduto che quando il bambino era stato così ammalato da sembrare in pericolo di vita, la domestica cristiana della famiglia ebraica, lo aveva di nascosto battezzato: in seguito aveva denunciato il fatto alle autorità ecclesiastiche. A quel punto, secondo le leggi dello Stato pont'Ificio, il bambino non poteva più convivere con degli «infedeli» e doveva essere tradotto nella casa dei catecumeni. Così avvenne.


Talmud: istruzioni per l'uso/4 (Tra una trasgressione e una catastrofe)

Intervento di Stefano Levi Della Torre al Festivaletterature di Mantova

Il Talmud nasce da una catastrofe e da una trasgressione. Da una catastrofe, cioè dalla doppia sconfitta subita ad opera dell’impero romano: nel 70 dC, sotto Tito , con la caduta di Gerusalemme e con essa del regno giudaico; con la distruzione del Secondo Tempio, e con esso della funzione sacerdotale; nel 135 dC, sotto Adriano, con la sconfitta della rivolta di Bar Kochba. Ora appunto, Mishnà e Talmud cercano di ricostruire normative, tradizioni e senso che suppliscano a quelle perdite radicali. Riferiscono delle discussioni dei maestri e delle loro decisioni in proposito. Ma il Talmud nasce anche da una trasgressione. Era sancita la distinzione tra la Torà scritta (la Bibbia) e la Torà orale (l’insegnamento trasmesso da maestro ad allievo), ed era stato fatto divieto a che questa venisse fissata in scrittura, per mantenerne la vitale variabilità di generazione in  generazione. Il Talmud trasgredisce questo divieto: esso consiste infatti nella messa per iscritto della tradizione orale. Ma nella sconfitta e nella dispersione, questa trasgressione era necessaria, perché necessario era un riferimento non volatile, e perciò scritto, atto a ricostruire come popolo gli ebrei dispersi ed esposti all’influenza di altre culture.

Talmud: istruzioni per l'uso/4     (Tra una trasgressione e una catastrofe)
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    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO...

    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO...

    Finalmente è arrivata la terza edizione del Talmud! 
    E per festeggiare proviamo a darvi qualche consiglio per l'uso e due brevi letture... anche perché molti ce lo hanno chiesto.
    La prima cosa da dire è che il Talmud non è un testo da leggere, bensì da studiare. Solo il secondo approccio darà vera soddisfazione. Naturalmente, come per tutte le cose difficili, l'inizio è ostico, ma una volta superate le prime barriere, il piacere di aver compreso le logiche talmudiche ed essere entrati nel mondo dei Maestri, regalerà un vero piacere.

     


    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO/2

    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO/2

    Ecco un altro esempio di come una discussione particolare possa dare luogo a un principio generale. E una testimonianza di come nel Talmud vengano sempre trasmesse le opinioni della minoranza nonostante possano non diventare legge. Come abbiamo visto, nella parte iniziale del trattato Rosh haShanà si discute della regola di "Non tardare" nel compiere un sacrificio recandosi a Gerusalemme. La risposta accettata dai Maestri è che dal momento del voto di fare un sacrificio si ha tempo tre feste di pellegrinaggio per compierlo.


    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO/3

    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO/3

    Una piccola lettura dal Trattato Rosh HaShanà - 25a
    "Accadde una volta che si presentarono due testimoni e dissero: di mattina abbiamo visto la luna calante a oriente e poi la sera dello stesso giorno abbiamo visto la nuova luna a occidente".
    Si tratta di testimoni che hanno avvistato la luna e come da prassi vanno a comunicare l'avvistamento al tribunale in modo che questo possa proclamare l'inizio del nuovo mese. Tuttavia, in questo caso i testimoni affermano una cosa palesemente falsa! Infatti, prosegue il Talmud: (...)


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