La vamp regina dei disperati di New York

La vamp regina dei disperati di New York

Susanna Nirenstein recensisce su Repubblica
SANTA MAZIE di Jami Attenberg


Certo questa Mazie Phillips-Gordon, la cosiddetta Regina della Bowery o anche Santa Mazie, come il titolo del romanzo scritto adesso dal genietto Jami Attenberg, doveva essere davvero una tipa speciale. E non solo perché aiutò per tutta la vita i barboni e gli ubriaconi della Bowery, cuore pulsante e degradato di New York fino alla tolleranza zero del sindaco Rudolph Giuliani. Ma perché, oltre a trovare a quei vagabondi da dormire, distribuirgli saponi o un po' di dollari per un pasto, chiamare l'ambulanza se stavano male...


Lettere dalla notte

Giovanna Piazza recensisce Lettere dalla notte
del Premio Nobel Nelly Sachs sul blog Gli squadernauti.

La nostalgia (Sehnsucht) – dolore e desiderio del ritorno, tensione e superamento, ricongiungimento con l’origine – è il movimento che innerva le lettere. Si tratta di un tentativo di compimento che rimane irrisolto, sospeso, ed è immerso nell’incessante metamorfosi (Verwandlung) del mondo.

Lettere dalla notte

C'è posto per un solo amore

C'è posto per un solo amore

Mara Marantonio recensisce C'è posto per un solo amore di Kalanit W. Ochayon

Una storia ricca di spunti, originalissima ci propone Kalanit W. Ochayon, scrittrice israeliana della quale Giuntina pubblica il romanzo d’esordio, “C’è posto per un solo amore”, già uscito in Francia, nel 2013, con l’Editore Albin Michel.
Nata nel 1973, Kalanit è docente di Filosofia all’Università di Haifa e vive con la famiglia (marito e due figli) nel kibbutz Ayelet Hashachar,  nord d’Israele.
Questa, come detto, è la sua opera prima. Mentre sta per uscire in Israele una serie di novelle per bambini, l’Autrice è al lavoro sul secondo romanzo.
In questo libro non siamo di fronte ad un racconto epico, con preciso ambiente storico/politico, bensì ad una sinfonia composta da tre voci femminili che si alternano nella narrazione. Esse rappresentano tre diverse età della vita. Naomi è sessantenne; Tamar, sulla quarantina, mentre Sasha ha poco più di  vent’anni.
 


FUNZIONA!!!

FUNZIONA!!!

Piermario De Dominicis folgorato dalla lettura
di Una notte soltanto, Markovitch di Ayelet Gundar-Goshen

Da tempo mi sono reso conto che in letteratura ho sempre meno voglia di baloccarmi con libri carini. Sento che non può più bastarmi. Col tempo che passa, e nel mio caso si tratta di tempo regalatomi da una gran botta di fortuna, e che giorno dopo giorno ti stampa le sue zampe sgarbate nel dritto e nel rovescio, non si è più così disponibili a dedicare troppa attenzione ad opere che pur non disprezzabili, o addirittura gradevoli e con una loro precisa ragion d'essere, non possono però metterti al cospetto delle vertiginose emozioni procurate da una qualche forma di genialità. Certo se decido di leggere un saggio lo faccio sapendo perfettamente cosa vado a cercare, ovvero una soddisfazione di testa che può trasferirsi anche altrove. Anche la letteratura di genere che oggi ha così tanto spazio, si pensi ad esempio alla narrativa " gialla " nelle sue centinaia di incarnazioni, può garantire un confortante investimento del proprio tempo. Ed è una forma di investimento che, da bravo onnivoro, ho adottato in passato e sulla quale continuo a puntare felicemente nel presente. Oggi tuttavia mi ci affido molto meno rispetto a qualche anno fa, lo faccio più oculatamente e saltuariamente ed anzi, da operatore del settore che per via della passione non è mai divenuto succube del lato tecnico del mestiere, un po' mi infastidisce la debordante offerta di noir che intasa i cataloghi delle case editrici italiane, grandi, medie o piccole che siano. Così quando per intuito o per un mero colpo di fortuna mi imbatto in un testo memorabile, finisco per adottare trucchi puerili per prolungare il più a lungo possibile la fascinazione di pagine capaci di innescare la vorace lettura del bulimico, dell' ingozzatore.

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    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO...

    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO...

    Finalmente è arrivata la terza edizione del Talmud! 
    E per festeggiare proviamo a darvi qualche consiglio per l'uso e due brevi letture... anche perché molti ce lo hanno chiesto.
    La prima cosa da dire è che il Talmud non è un testo da leggere, bensì da studiare. Solo il secondo approccio darà vera soddisfazione. Naturalmente, come per tutte le cose difficili, l'inizio è ostico, ma una volta superate le prime barriere, il piacere di aver compreso le logiche talmudiche ed essere entrati nel mondo dei Maestri, regalerà un vero piacere.

     


    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO/2

    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO/2

    Ecco un altro esempio di come una discussione particolare possa dare luogo a un principio generale. E una testimonianza di come nel Talmud vengano sempre trasmesse le opinioni della minoranza nonostante possano non diventare legge. Come abbiamo visto, nella parte iniziale del trattato Rosh haShanà si discute della regola di "Non tardare" nel compiere un sacrificio recandosi a Gerusalemme. La risposta accettata dai Maestri è che dal momento del voto di fare un sacrificio si ha tempo tre feste di pellegrinaggio per compierlo. All'interno di questa discussione, nel foglio 6b (pagina 41) Rabbì Zerà domanda se una donna è vincolata al precetto di "non tardare". Per cercare di rispondere si chiede prima di tutto se le donne sono obbligate come gli uomini a recarsi a Gerusalemme per le feste, dal momento che se non lo fossero non sarebbero nemmeno tenute a rispettare la regola di "Non tardare".


    K. o la figlia desaparecida di Bernardo Kucinski

    K. o la figlia desaparecida di Bernardo Kucinski

    Mara Marantonio recensisce K.  su Persona e Danno

    Assurdi scherzi della vita. Oltre trent’anni dopo la scomparsa della sorella Ana Rosa (nata nel 1942), sequestrata e uccisa, insieme al marito coetaneo Wilson Silva, nella primavera del 1974 dalle “forze di sicurezza” al servizio della dittatura brasiliana -instaurata nel 1964 e durata un ventennio-, il fratello maggiore Bernardo continua a ricevere, tramite posta, messaggi pubblicitari destinati a lei.

    “Il postino non saprà mai che la destinataria non esiste…Il nome sulla busta, affrancata e timbrata come ad attestarne l’autenticità, sarà la prova tipografica non di un equivoco o di un errore del computer, ma di una sindrome di Alzheimer nazionale. Sì, la permanenza del suo nome nel registro dei vivi sarà, paradossalmente, il prodotto dell’oblio collettivo del registro dei morti”.

     


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