Hannah & Benji

Antonio Gnoli scrive de L'angelo della storia su Repubblica.

Conosciamo quasi tutto di Walter Benjamin. Perfino con quali indumenti si trascinava in fuga verso la via spagnola: due camice nella valigia, uno spazzolino da denti e, forse, un manoscritto al quale stava lavorando. Sappiamo della sua vita geniale e non propriamente fortunata. Vengono in mente certe fragili figure di marzapane che allietarono la sua fantasia di bambino precoce.

Hannah & Benji

OH DIO MIO!

OH DIO MIO!

Nunzio Pizzuto scrive di OH DIO MIO!

Il libro di Anat Gov, insieme un'opera teatrale, un racconto, un'introduzione teologica, fa venire in mente due riferimenti: il primo relativo al film Train de vie, al monologo che il protagonista Shlomo pronuncia sul tema della presenza di Dio in rapporto con l'umano; il secondo al libretto di Aleksander Wat, Lucifero disoccupato. Nel primo il protagonista del film di Radu Mihaileanu, Shlomo appunto, arriva alla conclusione che l'uomo attraverso il testo sacro dà voce a Dio "solo per inventare se stesso", perché il problema non è chiedersi dell'esistenza di Dio ma "se l'uomo esiste".


Cosa c’è dietro le quinte della società israeliana?

Lara Crinò scrive sull'Espresso di Svegliare i leoni
di Ayelet Gundar-Goshen

Un uomo esce stanco dal lavoro. Fa il medico in ospedale. Dopo ore di veglia e adrenalina, alla fine del turno di notte, invece di tornare a casa decide di fare un giro in macchina. La strada è vuota, l’auto è nuova e nello stereo c’è la sua musica preferita. Quasi non si accorge di aver investito un uomo. È un nero, un migrante che camminava sul bordo buio della strada e ora giace in punto di morte. Invece di fermarsi a soccorrerlo, come farebbe con un qualsiasi paziente, Eitan Green scappa. Torna nella sua villetta suburbana dalla cucina immacolata, si fa una doccia cercando di non svegliare la famiglia e si sforza di dimenticare quello che ha fatto.
 

Cosa c’è dietro le quinte della società israeliana?

Talmud: istruzioni per l'uso/4 (Tra una trasgressione e una catastrofe)

Intervento di Stefano Levi Della Torre al Festivaletterature di Mantova

Il Talmud nasce da una catastrofe e da una trasgressione. Da una catastrofe, cioè dalla doppia sconfitta subita ad opera dell’impero romano: nel 70 dC, sotto Tito , con la caduta di Gerusalemme e con essa del regno giudaico; con la distruzione del Secondo Tempio, e con esso della funzione sacerdotale; nel 135 dC, sotto Adriano, con la sconfitta della rivolta di Bar Kochba. Ora appunto, Mishnà e Talmud cercano di ricostruire normative, tradizioni e senso che suppliscano a quelle perdite radicali. Riferiscono delle discussioni dei maestri e delle loro decisioni in proposito. Ma il Talmud nasce anche da una trasgressione. Era sancita la distinzione tra la Torà scritta (la Bibbia) e la Torà orale (l’insegnamento trasmesso da maestro ad allievo), ed era stato fatto divieto a che questa venisse fissata in scrittura, per mantenerne la vitale variabilità di generazione in  generazione. Il Talmud trasgredisce questo divieto: esso consiste infatti nella messa per iscritto della tradizione orale. Ma nella sconfitta e nella dispersione, questa trasgressione era necessaria, perché necessario era un riferimento non volatile, e perciò scritto, atto a ricostruire come popolo gli ebrei dispersi ed esposti all’influenza di altre culture.

Talmud: istruzioni per l'uso/4     (Tra una trasgressione e una catastrofe)
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    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO...

    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO...

    Finalmente è arrivata la terza edizione del Talmud! 
    E per festeggiare proviamo a darvi qualche consiglio per l'uso e due brevi letture... anche perché molti ce lo hanno chiesto.
    La prima cosa da dire è che il Talmud non è un testo da leggere, bensì da studiare. Solo il secondo approccio darà vera soddisfazione. Naturalmente, come per tutte le cose difficili, l'inizio è ostico, ma una volta superate le prime barriere, il piacere di aver compreso le logiche talmudiche ed essere entrati nel mondo dei Maestri, regalerà un vero piacere.

     


    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO/2

    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO/2

    Ecco un altro esempio di come una discussione particolare possa dare luogo a un principio generale. E una testimonianza di come nel Talmud vengano sempre trasmesse le opinioni della minoranza nonostante possano non diventare legge. Come abbiamo visto, nella parte iniziale del trattato Rosh haShanà si discute della regola di "Non tardare" nel compiere un sacrificio recandosi a Gerusalemme. La risposta accettata dai Maestri è che dal momento del voto di fare un sacrificio si ha tempo tre feste di pellegrinaggio per compierlo.


    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO/3

    TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO/3

    Una piccola lettura dal Trattato Rosh HaShanà - 25a
    "Accadde una volta che si presentarono due testimoni e dissero: di mattina abbiamo visto la luna calante a oriente e poi la sera dello stesso giorno abbiamo visto la nuova luna a occidente".
    Si tratta di testimoni che hanno avvistato la luna e come da prassi vanno a comunicare l'avvistamento al tribunale in modo che questo possa proclamare l'inizio del nuovo mese. Tuttavia, in questo caso i testimoni affermano una cosa palesemente falsa! Infatti, prosegue il Talmud: (...)


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