Linguamadre / Paul Celan

RECENSIONE A PAUL CELAN DI ISRAEL CHALFEN

Finalmente anche da noi approda un caposaldo per la conoscenza e lo studio di uno dei più grandi poeti del nostro Novecento e non solo: Paul Celan. Una biografia che l'autore (medico della Bucovina, emigrato in Israele dopo la resa nazista) scrisse nel 1979 (pubblicata in Germania dalla casa editrice Suhrkamp nel 1983) e che tutti gli studi riguardanti il poeta di Cernowitz hanno in questi anni citato abbondantemente. Una biografia che copre il periodo della sua prima giovinezza fino ad abbracciare i primi anni dell'esilio parigino. Paul Celan ha avuto una lingua sola da esporre come controparte all'orrore di Auschwitz: il tedesco. Una lingua imparata dalla madre che lo fece innamorare dei grandi poeti germanici. Una lingua paradossalmente rivelatasi "assassina" e che egli adottò per andare ancora più prepotentemente contro il veto adorniano di non poter più scrivere poesie dopo Auschwitz. Egli usò, dunque, la lingua dei suoi sterminatori e la seppe riportare al più alto gradi di comunicabilità e di empatia umana. Ma come si sa la lingua poetica passa attraverso il primo respiro, attraverso la sua origine maternale: la lingua madre. E quali erano i luoghi e i destini della patria di Celan all'epoca delle sue prime scelte e prima dell'arrivo di Hitler? La rigorosa traduzione di Alessandra Luise riporta appieno il climax del testo originario, appuntandolo di note e aggiornamenti bibliografici. Inoltre, il testo è correlato da un emozionante apparato iconografico in cui le fotografie del piccolo Celan e della famiglia d'origine si alternano alle mappe della vecchia Cernowitz e un'immagine del "Tempio maggiore" della città natale del poeta, distrutto dalle fiamme nel 1941, senza dimenticare la pagina originale di una lettera di Celan scritta alla zia Minna in Palestina nel 1934. Chalfen ricostruisce così il tempo della vecchia Bucovina, della vecchia e multiculturale Cernowitz, riportando interviste e dialoghi fatti con personaggi che hanno conosciuto o incontrato Paul Celan prima della sua dipartita a Bucarest, poi a Vienna e infine a Parigi, dove nel 1970 si tolse la vita gettandosi nelle fredde acque della Senna. Un itinerario che si è andato a formare in circa vent'anni di lavoro e di rigorosa ricerca, capace di aiutarci a comprendere l'importanza della scelta linguistica del poeta. E' questa, dunque, non solo una biografia intellettuale della prima metà della vita di Celan ma anche un'entrata - non invadente - negli attributi più intimi e particolari del suo carattere. Un tratteggio che non sconfina mai nell'anedottica ma puntellato sempre da dati storici concreti, capaci di far intravedere, dal suo inizio, il destino di un autentico poeta. "Solo nella lingua materna è possibile esprimere la propria verità". Parola di Paul Celan!




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