Il tragico braccio di ferro tra Dio e l'uomo

Elena Loewenthal su Perché non sei venuta prima della guerra? - La Stampa

[...] Anche Helena in Perché non sei venuta prima della guerra? è in perenne braccio di ferro, ma con Dio. E in secondo luogo con gli uomini. Quelli che protestano quando in Israele lei, il giorno di Kippur, in sinagoga va a mettersi nel posto dei maschi. "Non si tratta di un errore, sono nel posto giusto. Io, Helena rappresentante di una famiglia che è stata sterminata, sono venuta davanti a Te a tenere fede a un voto che ho fatto, a tenere fede a un ruolo che non ho scelto per me. Io sono colei che commemora le anime e solo Tu sai perché proprio io. Io sono qui al posto loro; se fossero qui, starebbero loro davanti all'Aron Hakodesh e allora anch'io sarei al mio posto".
Il tormento di esistere al posto di qualcun'altro. Di dover vivere senza quel qualcun'altro di cui resta poco o nulla: un fascio di parole, qualche pagina di un diario di adolescente. Un silenzio terribile. In bilico tra immedesimazione e distanza incolmabili, la memoria di queste donne è un intreccio di narrazione e autobiografia, di prima e terza persona che si cercano nella reciproca assenza.



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