Così una malattia buffa ci spiega il Medio Oriente

Recensione a Il piccolo Big Bang
di Susanna Nirenstein - La Repubblica 

Dopo aver provato di tutto, ma veramente di tutto, per perdere peso un papà israeliano si rivolge a una superesperta che gli dà una dieta a base di sole olive. Un menù impossibile, soprattutto se un nocciolo ti si pianta in gola, e pochi giorni dopo da un orecchio spunta un alberello di olivo, che cresce, cresce. . Disperazione, peregrinazioni da specialisti di ogni genere... niente, un medico arabo lo manda da un contadino che di storie del genere ne ha già viste. La sua ricetta è: imparare a conviverci, non c'è altro da fare, perché ormai le radici si sono intrecciate con il cervello e non solo, gli occhi, i timpani... estirparlo è impossibile. Così, con molta ironia, il gioco è fatto: Benny Barbash, dopo "Il mio primo Sony", torna a far sorridere sugli irresolubili problemi mediorientali: gli attori della scena ci sono tutti, una nonna più che diffidente dei palestinesi e sempre memore della Shoah, una coppia che vuole solo andare avanti e vivere come si può, un bambino disilluso, gli arabi tra rabbia, scetticismo e inamovibilità. E la soluzione, come al solito, non c'è.





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