TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO...

Finalmente è arrivata la terza edizione del Talmud! 
E per festeggiare proviamo a darvi qualche consiglio per l'uso e due brevi letture... anche perché molti ce lo hanno chiesto. 
 

La prima cosa da dire è che il Talmud non è un testo da leggere, bensì da studiare. Solo il secondo approccio darà vera soddisfazione. Naturalmente, come per tutte le cose difficili, l'inizio è ostico, ma una volta superate le prime barriere, il piacere di aver compreso le logiche talmudiche ed essere entrati nel mondo dei Maestri, regalerà un vero piacere.
 

Altra cosa importantissima: è bene studiare il Talmud insieme a un compagno, oppure in gruppo. Perché? Da soli si rischia di farsi scoraggiare dalle difficoltà e rinunciare. Insieme ci si sorregge nello studio e se una mente non riesce a comprendere un passaggio, l'altra magari riuscirà a trovare la via giusta.
Oppure, attraverso un ragionamento condiviso a voce alta, con il contributo di due persone che studiano insieme, sarà possibile sciogliere i nodi del testo. Naturalmente, sarebbe bene avere anche un maestro a disposizione, ma non è fondamentale, soprattutto considerato che la traduzione della nostra edizione è praticamente una traduzione già commentata. 
 

Ora, il testo presenta discussioni che possono riguardare aspetti specifici della tradizione ebraica. Tuttavia, nascosti nel testo (forse per questo si dice che "Dio si nasconde nei dettagli"), improvvisamente appaiono principi generali dal valore universale. 
Se le parti specificamente ebraiche vanno affrontate (se non c'è un interesse religioso da parte del lettore) nel tentativo di comprenderne la logica, quasi come un esercizio del nostro intelletto, le parti più universali possono dare luogo a discussioni di ampio raggio. 
 

Ecco un piccolo esempio, in breve, dal Trattato Rosh haShanà appena pubblicato:
 

A pagina 31 (foglio 6a) si discute sul tema dell'adempimento di un voto di fare un sacrificio. I maestri ci elencano una serie di sacrifici, legandoli a un versetto del Deuteronomio (23:24). 
Ad un certo punto ci si sofferma sulle parole del versetto citato "E esegui...". A cosa si riferiscono? I Maestri spiegano: E' un avvertimento al tribunale che deve costringerti ad adempierlo. Ma poco più avanti, gli stessi Maestri obiettano: E' forse possibile costringere una persona contro la sua volontà a fare un sacrificio? Lo stesso versetto preso in esame del Deuteronomio specifica "... di sua volontà". Com'è possibile conciliare le cose? (che il tribunale costringa una persona a compiere un atto che deve compiere di sua volontà). Rispondono i Maestri: Il Tribunale fa pressione sulla persona finché non dice: "Io voglio presentare l'offerta". 
La discussione continua... ma ecco che da concetti particolari, sembrano affiorare principi generali. 
Abbiamo una persona che ha promesso di fare un sacrificio ma che ancora non l'ha fatto, dunque una persona che è sul punto di trasgredire ma che potrebbe ancora non farlo. Il tribunale qui sembra non avere un ruolo punitivo, ma educativo e preventivo. Volendo attualizzare l'insegnamento, lo si potrebbe interpretare, più che come un tribunale, come una struttura sociale responsabile del bene pubblico. Lo si potrebbe chiamare "Stato" o anche più semplicemente "scuola". E allora, qui il Talmud sembra suggerirci che il modo migliore per evitare che una persona commetta una trasgressione non sia obbligarla a comportarsi secondo le regole, ma fare in modo di portare l'altro a pensare "Io voglio adempiere"... fare in modo che l'altro conservi la propria autonomia, che senta la responsabilità.

 

Poi i Maestri passano ad un nuovo tema "Quanto tempo si può tardare nell'adempiere al voto di fare un sacrificio prima di incorrere in una trasgressione?". I Maestri presentano varie ipotesi relative ai vari tipi di sacrifici argomentando le proprie opinioni. L'opinione più seguita sembra essere quella che dal momento del voto una persona ha tempo tre feste di pellegrinaggio (Pesach, Shavuot, Sukkot) per fare il sacrificio. Tuttavia ad un certo punto è scritto: "Disse Ravà: Colui che ha promesso di dare Tzedakkà (Beneficienza) è obbligato immediatamente (e non ha tre feste a disposizione per ritardare). Per quale motivo? Perché ci sono dei poveri le cui necessità sono immediate. E inoltre viene spiegato che mentre per gli altri sacrifici bisognava recarsi a Gerusalemme, i poveri sono dappertutto, quindi a maggior ragione si è obbligati ad adempiere al voto di beneficienza subito! 
Ecco, ancora una volta un concetto generale, un principio che può essere sociale, giuridico, politico. Ci sono alcune leggi, iniziative, disposizioni che possono essere calendarizzate, procrastinate, ma altre no! Vanno fatte immediatamente! 
Per chi ha il testo o chi lo prenderà, a pagina 33 (sempre foglio 6a) dove si discute di questo passaggio in apice c'è una H in neretto. E' un rimando alla pagina seguente per vedere come da questo passaggio del Talmud è poi nata una regola vera e propria nel diritto ebraico.
 

Per il momento, sperando di essere stati comprensibili è tutto... ;-)
 

Solo tre ultimi suggerimenti: 
 

1) per il Trattato Rosh haShanà in particolare, tenere il segno alla pagina 342 dove si riassumono i mesi del calendario ebraico. In certi casi bisogna tenere presenti i nomi e il posizionamento dei mesi nell'anno per capire i calcoli dei Maestri.
 

2) Tenere vicino anche un'edizione della Bibbia. I Maestri fanno riferimento spesso a versetti della Bibbia; però non li citano necessariamente fino in fondo. In certi casi, se non si riesce a risolvere una questione può essere d'aiuto andare a leggersi tutto il versetto a cui si fa riferimento. 
 

3) Non andare avanti finché non si è capito il significato delle parole del Talmud e perché i maestri ci stanno facendo sudare per spiegarci cose apparentemente non fondamentali.
 

Buono studio! Speriamo via via di riuscire, insieme a Progetto Talmud, di fornirvi ulteriori e migliori strumenti per approfondire... 
 

ps. Nella foto il Premio Nobel per l'economia Robert Aumann e la sua nipote studiano insieme (con merenda)

http://www.giuntina.it/Il_Talmud_13/TALMUD_BABILONESE__Trattato_Rosh_haShan_650.html




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