Una discussione attuale dal Talmud

Leggendo questi passaggi talmudici dal trattato Berakhòt  (27b-28a) non vi sembra di assistere a una discussione molto attuale? E quanti spunti di riflessione!

Rabban Gamliel e Rabbì Yehoshua si affrontano più volte nel Talmud con opinioni divergenti su vari argomenti. Rabban Gamliel era Presidente del Sinedrio e più di una volta umiliò pubblicamente Rabbì Yehoshua. Questo accade anche in un passaggio contenuto nel Trattato Berakhòt (27b) a causa di una discussione sull'obbligatorietà della preghiera serale di 'Arvìt. Ma questa volta gli altri Maestri non rimangono indifferenti e decidono di deporlo mostrando che anche l'autorità deve attenersi a delle regole morali:

"Essi quindi dissero: Per quanto andrà avanti rabbàn Gamlièl a tormentare rabbì Yehoshùa? Lo ha tormentato l’anno scorso a Rosh haShanà (25a), lo ha tormentato riguardo agli animali primogeniti nell’incidente con rabbì Tzadòq, e ora anche in questo caso lo ha tormentato! Deponiamolo dall’incarico di presidente del Sinedrio!"

Al suo posto non nominarono rabbi Yehoshua perché era coinvolto direttamente nell'incidente bensì nominarono rabbì Elazàr ben Azaryà. Alla loro richiesta questi rispose che si sarebbe consultato con sua moglie:

"Vado a consultarmi con i membri della mia famiglia. Andò a consultarsi con la moglie, che gli disse: Forse, poi deporranno anche te. Rabbì Elazàr ben Azaryà le disse: È meglio usare un calice di cristallo oggi sapendo che domani si romperà piuttosto che non usarlo per niente. Allora lei gli disse: Non hai la barba bianca. Quel giorno rabbì Elazàr ben Azaryà aveva diciotto anni; avvenne un miracolo e diciotto fili della sua barba divennero bianchi".

Il nuovo Presidente di diciotto anni riformò subito le regole dell'Accademia di studio, soprattutto quelle riguardanti le ammissioni (Forse il Talmud ci ricorda di lasciare spazio alle nuove generazioni talvolta se vogliamo assistere a grandi riforme). Ecco come lo racconta il Talmud (tra parentesi il commento):

"Quel giorno rimossero il guardiano all’ingresso dell’accademia dal suo incarico e fu dato a tutti gli studenti il permesso di entrare nell’accademia. Quando era presidente, rabbàn Gamlièl aveva infatti emesso un bando che diceva: qualsiasi studente il cui intimo non è come il suo esterno (Si parla di uno studente che non è sincero, che non è integro moralmente) non entri nell’accademia. Diverse panche furono aggiunte nell’accademia quel giorno. Disse rabbì Yochanàn: Abbà Yosèf ben Dosetài e i Maestri divergono a riguardo: l’uno disse che furono aggiunte quattrocento panche, e l’altro disse che furono aggiunte settecento panche. Assistendo a tale affluenza di studenti, rabbàn Gamlièl si sentì abbattuto e disse: Forse che, Dio non voglia, ho ostacolato lo studio della Torà da parte del popolo di Israele? Gli apparvero in sogno delle brocche bianche piene di cenere (Così come le brocche sono belle e bianche all’esterno ma contengono solamente cenere senza valore all’interno, similmente quegli studenti sembrano essere di valore ma in realtà non lo sono). Ma non era veramente un segno che dimostrava che rabbàn Gamlièl avesse ragione; bensì, gli apparvero solo per placare il suo spirito (Rabbàn Gamlièl era stato motivato da un buon intento, perciò il sogno gli fu inviato dal Cielo per sollevarlo di morale, nonostante il suo modo di condurre l’accademia fosse stato troppo duro e non adeguato).
È stato insegnato in una baraità: Il trattato ‘Eduyòt (Lett. “Testimonianze”. Perché ciascuno dei nuovi studenti poté testimoniare gli insegnamenti che aveva udito dai propri Maestri) fu insegnato in quel giorno, e ogni volta in cui viene detta l’espressione: “in quel giorno” è un riferimento a quel giorno, in cui rabbì Elazàr ben Azaryà fu nominato presidente del Sinedrio. Non ci fu neanche una legge rimasta irrisolta nell’accademia che non spiegarono quel giorno. (Essendo aumentato il numero degli studenti, ciascuno portò il suo contributo intellettuale e i casi dubbi poterono finalmente essere risolti - Rashì). Persino rabbàn Gamlièl non rinunciò a studiare nell’accademia nemmeno un momento".

Ma le grandi aperture sono anche grandi sfide che ci pongono davanti a situazioni inedite e nuovi problemi da risolvere. Ecco quindi che proprio "in quel giorno" di grande apertura sotto la presidenza del giovane Elazàr avviene un caso interessante e si apre una nuova discussione tra i rivali Rabban Gamliel e Rabbì Yehoshua. Una discussione che potrebbe essere anche uno spunto stimolante per le nostre discussioni di oggi sullo ius soli...

"Quel giorno, Yehudà, un convertito ammonita, si presentò dinanzi a loro nell’accademia e disse loro: Qual è la legge riguardo alla possibilità per me di entrare nella Comunità d’Israele, sposandomi con una donna ebrea?
Rabbàn Gamlièl gli disse: Ti è proibito entrare nella Comunità. Rabbì Yehoshùa gli disse: Ti è permesso entrare nella Comunità. Rabbàn Gamlièl gli disse (a rabbì Yehoshùa): Non è forse stato già detto: L’Ammonita e il Moabita non entreranno nella Comunità del Signore (Deut. 23:4)? Rabbì Yehoshùa gli disse: Forse che i discendenti di Ammòn e Moàv risiedono ancora nella loro terra? Già da tempo è giunto Sancherìv il re dell’Assiria e ha confuso tutti i popoli, come è detto: Ho rimosso i confini dei popoli e ho saccheggiato i loro tesori, e ho abbattuto coloro che risiedevano in roccaforti (Is. 10:13). Perciò, anche se qualcuno viene da Ammòn o Moàv, non deve essere considerato un discendente di quel popolo, perché si applica la regola che ciò che si separa, si separa dalla maggioranza (È questa una regola della logica talmudica: si parte dal presupposto che ciò che si separa da una mescolanza vada identificato con la maggioranza dei suoi elementi una volta che si è staccato per conto suo. Nel nostro caso la mescolanza è costituita da popoli diversi, rispetto ai quali Ammòn e Moàv costituiscono ormai una minoranza. Si assume perciò che chi si stacca da tale mescolanza per convertirsi all’ebraismo appartenga a uno qualsiasi degli altri popoli che costituiscono la maggioranza e gli si permette di sposare un’ebrea di nascita senza sottoporlo a ulteriori indagini).
Gli disse rabbàn Gamlièl: Non è forse stato già detto: Ma dopo farò ritornare i prigionieri dei figli di Ammòn, parola del Signore (Ger. 49:6), quindi sono già ritornati! (La profezia potrebbe essersi avverata; in tal caso, il divieto relativo a Ammoniti e Moabiti tornerebbe in vigore).
Gli disse rabbì Yehoshùa: Eppure è anche stato già detto: E farò ritornare i prigionieri del Mio popolo Israele (Am. 9:14), e ancora non sono ritornati! (Così come la profezia sul popolo di Israele non si è ancora avverata, è possibile che anche quella sui discendenti di Ammòn debba ancora avverarsi).
Perciò, gli permisero subito di entrare nella Comunità (La regola viene intesa nel senso di poter sposare un’ebrea. Ciò vuol dire che la maggioranza dei Maestri presenti nell’accademia votò a favore della posizione di rabbì Yehoshùa").

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