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Identità ebraica e vendetta, torna Arnold Zweig

Arturo Bollino scrive su LuciaLibri di La famiglia Klopfer di Arnold Zweig

 

Avventure rocambolesche e dense d’ironia caratterizzano “La famiglia Klopfer” dell’altro Zweig. L’ultimo erede della dinastia, raccontando di sognatori, contadini, commercianti e intellettuali, si districa fra la complessità della psiche umana e l’affresco del mondo ebraico-tedesco di fine Ottocento.

 


Gli ebrei cancellati. Tra gli arabi dilagava l'antisemitismo molti anni prima che nascesse Israele

 

Paolo Mieli scrive su Il Corriere della Sera del libro di Georges Bensoussan, Gli ebrei del mondo arabo.

 

Sotto l’occupazione tedesca della Tunisia (novembre 1942-maggio 1943) alcune case di ebrei furono saccheggiate e alcune donne ebree furono stuprate da musulmani. «In generale gli autori di queste violenze furono incoraggiati dai tedeschi», ha scritto Norman Stillman anche se, «temendo disordini di maggiore ampiezza, il comandante tedesco intervenne per mettere fine a quegli incidenti». Quegli «incidenti», in ogni caso, furono ricondotti — in tema di responsabilità — all’occupazione nazista. Ma lo stesso Stillman notò, non senza sorpresa che «i saccheggi di case ebraiche ad opera degli arabi furono più gravi dopo che i tedeschi si ritirarono dalla città». Proprio così: le violenze antiebraiche in Tunisia nel corso della Seconda guerra mondiale sono cresciute dopo il ritiro dei nazisti.


Le vie della preghiera ebraica

Anita Mancia scrive su L'Ottavo di
Schiudi le mie labbra di Haim F. Cipriani

Ricco di dottrina biblica, talmudica e rabbinica, fulcro, quest’ultima, della preghiera ebraica, il libro di Haim Fabrizio Cipriani non si rivolge soltanto a lettori ebrei, ma a chiunque non abbia chiuso il suo rapporto con la Trascendenza. Ed è in questo spirito di ampio respiro che chi scrive ne affronta il testo.


Emozioni forti con Jami Attenberg

Elisabetta Favale scrive su Mangialibri
del romanzo di Jami Attenberg Da grande

Il tempo si fa beffe di noi e passa inesorabile anche se non si è pronti, a crescere a diventare grandi a vivere, a essere adulti. Andrea ha ormai quasi quarant’anni e vive a New York ma è decisamente irrisolta e in maniera incostante va da un’analista con risultati abbastanza inconsistente.


Il revisionismo biblico di Mosè

Massimo Giuliani scrive su Avvenire del libro
di Micah Goodman L'ultimo discorso di Mosè

Mosè, il primo revisionista storico. Ossia, il primo ad aver riscritto la storia dell’uscita dall’Egitto e della rivelazione al Sinai. Per attenuare la tesi, il filosofo israeliano Micah Goodman parla anche di Mosè come il primo commentatore della Bibbia, nel senso che i suoi discorsi nel Deuteronomio, il quinto libro della Torah, a ben leggerli sono dei commenti agli altri quattro, con lo scopo di stabilire le priorità della vita dei figli di Israele una volta giunti a vivere nel luogo della promessa divina, nella terra di Israele.




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