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Il Vangelo: un documento ebraico

Una recensione di Rudy Flores al libro di Leo Baeck 
Il Vangelo: un documento ebraico

“L’aria pura che esala proviene dalla Scrittura sacra, perché lo spirito ebraico, e lui solo, vi 
predomina”. Proprio perché la fede, le sofferenze e le attese del popolo ebraico ne costituiscono le componenti esclusive, il Vangelo è un libro ebraico e “non delle meno importanti”. Così Leo Beack, (1873-1956) rabbino di Berlino sotto il regime nazista, definisce il Vangelo. Pubblica il suo saggio nel 1938 con il chiaro obiettivo di smuovere le coscienze della società cristiano tedesca dinnanzi alle persecuzioni.


Lettere dal '900

Matilde Quarti scrive su Panorama
sulla Corrispondenza tra Nelly Sachs e Paul Celan


È l’Europa più novecentesca quella che si respira nella Corrispondenza (appena pubblicata nella sua interezza da Giuntina) tra il poeta Paul Celan e Nelly Sachs, poetessa e vincitrice del Nobel nel 1966. Si tratta di un lungo dialogo tra due anime affini, legate da una sensibilità profondamente ferita dall’Olocausto (entrambi di discendenza ebraica, hanno vissuto l’orrore dell’antisemitismo sulla loro pelle e su quella dei loro cari) e da un’attenzione febbrile per la parola, sia questa scritta o parlata.
Le loro lettere – quelle di Nelly Sachs sono in numero maggiore –, con un linguaggio che per forma e stile appare oggi decisamente desueto, in poche righe e molti convenevoli riescono a trasmettere le atmosfere dell’Europa tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta: un paese profondamente ancorato alla storia in cui i confini sono qualcosa di estremamente tangibile e la libertà di movimento di cui godiamo oggi un sogno non ancora realizzato.


Un po' ci eleva, un po' ci adagia

Annarita Celentano scrive su Mangialibri
di Himmo Re di Gerusalemme di Yoram Kaniuk


 

Nel 1948, in piena guerra arabo-israeliana, Hamotal Horowitz arriva a Gerusalemme: la città è sotto assedio, ma lei sembra quasi non accorgersene. Avverte la paura, quella sì: sente tutto il mutismo delle cose e, insieme, le pare di conoscere già la strada per il convento di San Gerolamo, “come se ci fosse già stata”. Un immenso albero, “le cui fronde oscurano il cielo”, la accoglie nel cortile della struttura.


Intervista a Yoram Kaniuk

Con la pubblicazione dei suoi romanzi Adamo risorto e Himmo re di Gerusalemme riproponiamo la bella intervista che Claudio Pagliara fece a Yoram Kaniuk in occasione dell'uscita del suo 1948.




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