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TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO/2

Ecco un altro esempio di come una discussione particolare possa dare luogo a un principio generale. E una testimonianza di come nel Talmud vengano sempre trasmesse le opinioni della minoranza nonostante possano non diventare legge. Come abbiamo visto, nella parte iniziale del trattato Rosh haShanà si discute della regola di "Non tardare" nel compiere un sacrificio recandosi a Gerusalemme. La risposta accettata dai Maestri è che dal momento del voto di fare un sacrificio si ha tempo tre feste di pellegrinaggio per compierlo.


Speranza ebraica...

Giulio Busi recensisce sul Sole24ore
Verso una storia della speranza ebraica

Amiche-nemiche come lo sono notte e giorno, speranza e disperazione si contendono i cuori e le menti. Calore che rincuora è la speranza, umido manto di buio è la sua sorella germana, la disperazione. Yosef Hayyim Yerushalmi, il grande maestro scomparso nel 2009, si è chiesto perché l’ebraismo, nutrito di esilio e di sconfitte, abbia sperato per millenni. Se lo è domandato da storico, quale era, e non da teologo. Nelle lunga durata dello sperare di Israele, la fede è ingrediente importante, certo, ma non unico. Yerushalmi ha raccolto le prove documentarie di una speranza che entra in conflitto col divino, di un perdurare nell’attesa nonostante e al di là di Dio stesso. 


TALMUD: ISTRUZIONI PER L'USO...

Finalmente è arrivata la terza edizione del Talmud! 
E per festeggiare proviamo a darvi qualche consiglio per l'uso e due brevi letture... anche perché molti ce lo hanno chiesto.
La prima cosa da dire è che il Talmud non è un testo da leggere, bensì da studiare. Solo il secondo approccio darà vera soddisfazione. Naturalmente, come per tutte le cose difficili, l'inizio è ostico, ma una volta superate le prime barriere, il piacere di aver compreso le logiche talmudiche ed essere entrati nel mondo dei Maestri, regalerà un vero piacere.

 


C'è posto per un solo amore

Mara Marantonio recensisce C'è posto per un solo amore di Kalanit W. Ochayon

Una storia ricca di spunti, originalissima ci propone Kalanit W. Ochayon, scrittrice israeliana della quale Giuntina pubblica il romanzo d’esordio, “C’è posto per un solo amore”, già uscito in Francia, nel 2013, con l’Editore Albin Michel.
Nata nel 1973, Kalanit è docente di Filosofia all’Università di Haifa e vive con la famiglia (marito e due figli) nel kibbutz Ayelet Hashachar,  nord d’Israele.
Questa, come detto, è la sua opera prima. Mentre sta per uscire in Israele una serie di novelle per bambini, l’Autrice è al lavoro sul secondo romanzo.
In questo libro non siamo di fronte ad un racconto epico, con preciso ambiente storico/politico, bensì ad una sinfonia composta da tre voci femminili che si alternano nella narrazione. Esse rappresentano tre diverse età della vita. Naomi è sessantenne; Tamar, sulla quarantina, mentre Sasha ha poco più di  vent’anni.
 





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