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E' questa la terra promessa?

Giorgia Greco recensisce E' questa la terra promessa?
su Informazione corretta

“Sono partito da Bagdad all’età di 12 anni lasciando una casa nella quale c’erano sempre giornali egiziani. Da allora sono sempre stato legato alla cultura araba. Sento le mie storie in arabo e poi le traduco”. Sono parole di Eli Amir, scrittore israeliano nato a Bagdad nel 1937 ed emigrato con la famiglia in Israele nel 1950. Consigliere del primo ministro israeliano e responsabile dell’Agenzia Ebraica per l’immigrazione giovanile è un profondo conoscitore della cultura e della lingua araba. La sua storia è simile a quella di Sami Michael (voce intensa del panorama letterario israeliano, i cui romanzi sono pubblicati in Italia da Giuntina) e a quella di molti altri ebrei cacciati sia dall’Iraq, dove vivevano da “settanta generazioni”, sia da tutti i paesi arabi dopo la nascita dello Stato d’Israele.


Cattedrale senza mura

Giulio Busi recensisce Con lo sguardo alla luna
di Roberto Della Rocca sul Sole 24 Ore

Come fare a portarselo dietro un Santuario distrutto? Le torri abbattute, gli arredi trafugati, il grande candelabro d’oro rovesciato a terra, e poi strade, vicoli, case sventrate. Mica si mettono sassi e alberi in una valigia. Chi potrebbe mai sollevarla? Chi sarebbe capace di caricarsi una città sulle spalle? Se volete farcela, dovete imparare a usare lo scalpello dei minuti e delle ore. Assoldate come architetto la luna e fate lavorare per voi il sole.


Conversione. La molla segreta

Massimo Giuliani recensisce Il desiderio di conversione
di Catherine Chalier su Avvenire

Perché la filosofia moderna ha trascurato, anzi rimosso, il tema affascinante e ricco di implicazioni della conversione? Forse perché convertirsi è un atto di trascendenza, e come tale estraneo all’orizzonte delle certezze scientifiche? O perché tocca, nell’uomo, le corde spirituali più profonde che i filosofi da tempo hanno rinunciato a esplorare? Inizia con queste domande fondamentali il saggio, appena tradotto in italiano, della filosofa francese Catherine Chalier, allieva di Emmanuel Lévinas, del quale ha sviluppato nel corso degli anni molte intuizioni etiche e religiose maturando una proposta filosofico-religiosa tra le più originali del panorama contemporaneo.


La storia di "Judei de Urbe" diventa un libro a fumetti

Francesca Nunberg recensisce Judei de Urbe
sul Messaggero

La pagina 231 è tutta nera: della Shoah moltissimo si è detto e si è scritto e i lager, pensa l’autore, non hanno bisogno di essere disegnati: Ma il resto, e sono oltre 2200 anni di storia, è illustrato con dovizia  di particolari, si raccontano grandi eventi ed episodi poco noti di una comunità di ebrei che non appartiene né ai Sefarditi spagnoli né agli Askenaziti dell’Europa centro orientale: sono i “Judei de Urbe”, gli ebrei di Roma, a cui è dedicata la prima storia illustrata ad opera di Mario Camerini, edita da Giuntina.




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