
di Tomas Simcha Jelinek
Un ebreo errante ha un grande vantaggio: poter errare senza arrossire. Il mikvé, il mikve, la mikvà, non importa. Tra breve dovrò imparare un'altra lingua ed errare in essa nei limiti della decenza. Non è solo questa parola che sbaglierò. Sono gli articoli, le doppie e gli accenti. E poi non solo nella lingua scritta, ma anche in quella parlata.
Una famosa storiella ebraica racconta della preoccupazione dei rabbini di uno shtettl: e se il Messia dovesse venire da noi, nel nostro villaggio, di notte? Chi lo accoglierà? Noi staremo tutti dormendo e il Messia non troverà nessuno ad accoglierlo! Dopo aver discusso la questione, decidono di chiamare Yossl lo sfaccendato al quale spiegano il problema: "Yossl, capiamo che non è facile, rimanere svegli tutta la notte può essere faticoso, però aspettare il Messia è un grande onore, ma soprattutto, Yossl, questo è un lavoro sicuro!".
E se il Messia tarda a venire, noi anticipiamo il saggio breve del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni sulla presenza del tema messianico nella Torah e nel Talmud. Questo testo è parte della raccolta Il messianismo ebraico curata da Ilana Bahbout, Dario Gentili e Tamara Tagliacozzo.