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CUCINA: Le roschettine di Chanuccà

Da La cucina ebraica tripolina

Tra i molti modi di ricordare non è meno significativo o nitido il ricordo del gusto, dei sapori, del cibo. Riportiamo qui una delle ricette raccolte nel libro La cucina ebraica tripolina, scritto da Rossella Tammam Vaturi che come tanti altri ebrei tripolini ha dovuto abbandonare la sua città. Le vicende della fuga precipitosa della comunità ebraica tripolina sono raccontato in un altro libro, E venne la notte, di Victor Magiar...


Némirovsky dama incantatrice

Di Alessandra Iadicicco – Il Foglio
Recensione:
Un bambino prodigio
di Irène Némirovsky

Chissà se quando Irène Némirovsky, ventiquattrenne, giovane russa da otto anni emigrata a Parigi, scrisse per “Les oevres Libres” la storia di “L’Enfant genia” immaginava – ­­­o sperava, o temeva – di scrivere di se stessa. (...)

INCIPIT: L'angoscia del re Salomone

Le prime due pagine del capolavoro di Romain Gary:

Era salito nel mio taxi in boulevard Haussmann, un signore molto vecchio con un bel paio di baffi bianchi e una barba bianca che dopo, quando ci siamo conosciuti meglio, si è fatto tagliare. Il barbiere gli aveva detto che lo invecchiavano e visto che aveva già ottantaquattro anni e rotti era inutile aggiungerne altri.

Tel Aviv, città tra mito e realtà.

1909-2009: Tel Aviv compie cento anni. Per l’occasione riproponiamo parte dell’intervento di Benny Barbash all’ultimo Festival Internazionale di Letteratura Ebraica tenutosi a Roma dal 24 al 28 ottobre. Barbash, scrittore e sceneggiatore tra i più apprezzati in Israele ha preparato per il pubblico del Festival una presentazione multimediale che ha ripercorso la storia della “Città bianca” dagli albori fino ad oggi, un viaggio emozionante fatto di poesia, immagini e aneddoti, un quadro entusiasmante e al tempo stesso contraddittorio di una città multiforme, estremamente vivace e proiettata verso il futuro, ma al tempo stesso alla prese con i problemi che contraddistinguono tutte le grandi città di oggi e la società moderna. Da una parte abbiamo scelto la canzone scritta da Yakov Gross Leggenda sulle dune che esprime tutti i sogni e le ambizioni di coloro che hanno costuito la città ma anche il significato simbolico e ideale che Tel Aviv ha assunto nell’immaginazione colletiva israeliana, dall’altra, un brano inedito di Barbash tratto dal suo romanzo Replay che ci racconta tutta la caoticità e la frenesia quotidiana di una qualsiasi metropoli. Le fotografie d’epoca che accompagnano la canzone fanno parte dell’Archivio Spielberg e dell’Archivio della Cinemateque di Gerusalemme.

Racconti: Amor ch'a nullo amato amar perdona

Di Marina Morpurgo dalla raccolta Con gli occhi del racconto

Si chiamava Eliezer, ma dentro di me lo chiamavo dolcemente Lizy. Lui non lo sapeva, ma molto meglio così perché temo che non avrebbe apprezzato, era così timido, lui: Dio può essere una poderosa causa d’inibizione, magari non lo fa per cattiveria, ma il risultato è quello.



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