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La verità è una porta aperta

Anche oggi che ho raggiunto l'età di Mosè, nostro Maestro, chiedo ancora al Santo, benedetto Egli sia, giorni, non per saziare le mie stanche membra, ma per sentire l'eco della voce che porta la risposta». Così, a centovent'anni, Rabbi Shimon «improbabile quanto reale Maestro del passato», si rivolgeva a «figli, nipoti, pronipoti e discepoli» radunati per un ultimo insegnamento. 
 


Per non soccombere alla Storia

Di Giorgia Greco da Informazionecorretta.it
recensione a
Tempesta tra le palme

Candidato al Premio Nobel per la letteratura, straordinario cantore d’Israele capace di sondare come pochi altri la psicologia umana, Sami Michael fuggito nel 1948 da Bagdad torna in libreria con il romanzo "Tempesta tra le palme" pubblicato in Israele nel 1975 con il titolo "Sufah ben ha-deqalim": un romanzo che ha reso Michael scrittore di fama internazionale.

Sposarsi in pergamena

Di Giulio Busi da Il Sole24ore
Recensione: Le Ketubbot di Monte San Savino


Dopo un lungo viaggio a dorso di cammello, la sposa finalmente è arrivata. È pudica e, come d’uso, di fronte al futuro marito si copre il volto con un velo. Non c’è una vera cerimonia, semplicemente l’uomo la fa entrare «nella tenda di sua madre e la prende, che ella diviene sua moglie». Di questo matrimonio sappiamo ben poco, eppure, nell’assoluta semplicità della prosa biblica, rimane impigliato almeno un dettaglio: la tenda in cui Isacco porta Rebecca è quella di Sara, la madre che è morta...

Vita quotidiana nella Russia di Stalin

Di Stefano Garzonio da Il Manifesto
La tempestosa vita di Lazik di Il'ja Ehrenburg

Il’ja Ehrenburg non aveva ancora terminato di scrivere il romanzo La tempestosa vita di Lazik Reutschwanets quando, conscio dell'inasprirsi della censura sovietica, scriveva nel settembre 1927 a Zamjatin: «Adesso sto finendo il mio Reutschwanets che uscirà probabilmente... solo in traduzione.

Gli esili di Scholem e Strauss

di Stefano Jesurum - Il Corriere della Sera
Recensione di
Lettere dall'esilio

Dobbiamo spesso fare i conti con il «non più» e il «non ancora», condizione intrinseca - si dice - della modernità. E anche con la categoria dell' esilio, sia esso geopolitico o dello spirito, biografico o sociale o culturale. Insomma, i temi che conquistano chi ha a cuore, ad esempio, la complessità del pensiero (e della condizione) ebraico-tedesco tra Ottocento e Novecento, la straordinaria apertura dell' orizzonte intellettuale, internazionale e interdisciplinare. Temi che affascinano chi anni fa si appassionò al carteggio tra Walter Benjamin e Gershom Scholem (Teologia e utopia, Einaudi), alla solitudine di chi non trova strade certe e si inerpica per sentieri che attraversano politica e mistica, filosofia e religione, messianismi di diverso segno, Kafka e Brecht e Martin Buber.



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